14 luglio 2010

Vigilius World Tour: resoconto undicesima tratta

Ecco, con il resoconto dell'undicesima tratta, la fine del viaggio; come vedete questa volta l'Europa l'ho circondata in un 'abbraccio'.

Viaggiandoci sopra si capisce di come il nostro 'continente' sia molto più piccolo di quanto crediamo, rispetto ad altre tratte qui mi sembrava di arrivare subito dappertutto; però in quanto a fascino e varietà di paesaggi direi che proprio non c'è paragone.

Ecco le tappe:

  • Bergen (ENBR) - Uppsala (ESCM) [link1]
  • Uppsala (ESCM) - San Pietroburgo (ULLI) [link1]
  • San Pietroburgo (ULLI) - Kaliningrad (Z25W) [link1]
  • Kaliningrad (Z25W) - Norde (EDWS) [link1, link2]
  • Norde (EDWS) - Weston (EIWT) [link1; link2]
  • Weston (EIT) - La Rochelle (LFBH) [link1; link2]
  • La Rochelle (LFBH) - Gibilterra (LXGB) [link1; link2]
  • Gibilterra (LXGB) - Barcellona (LEBL) [link1; link2]
  • Barcellona (LEBL) - Ginevra (LSGG) [link1]
  • Ginevra (LSGG) - Bergamo (LIME) [link1; link2]

Ho preparato anche una 'visione d'insieme' del mio 'giro', ma lo metterò nel prossimo post ;-)

25 marzo 2009

Vigilius World Tour: tappa 14, Mozambico!

Oggi tappa un po' senza senso, più che altro un lungo trasferimento verso est; il decollo da Johannesburg, sempre dalla pista erbosa - l'ATC non ne vuole sapere di farmi usare la pista 'vera' riservata ai caccia sudafricani - e di nuovo mi ritrovo a sorvolare la città con il suo 'mare' di case.
La tappa odierna mi riporterà al mare, Oceano Indiano, verso est e verso Nord risalendo l'Africa sulle coste del Mozambico. All'inizio il paesaggio è il solito, quello simil-europeo, ma ben presto mi ritrovo in zone sempre più brulle anche se ogni tanto c'è presenza di acqua.

Sorvolo anche il piccolissimo stato dello Swaziland, che non avevo mai sentito nominare prima, che fa poco più della metà degli abitanti della mia città; incredibile! Dallo staterello, che non confina con il mare, riesco comunque già a vedere l'Oceano Indiano e il Mozambico. Quest'ultimo stato l'avevo già sorvolato, ma molto più a nord, quando andavo verso le cascate Vittoria; allora ero su un altopiano molto verde, ora mi ritrovo in una zona semidesertica. Arrivo alla capitale Maputo e viro per seguire la costa sud-orientale dell'Africa. La città è piccolina, specie se rapportata a Johannesburg, ma tutta concentrata e lo scalo si trova proprio nel mezzo, fatto non inconsueto in Africa. Decido di tagliare per l'interno per raggiungere il prossimo waypoint in linea retta altrimenti il carburante del mio Mooney non è sufficiente ad arrivare dove ho previsto; costeggiare il mare sarebbe forse più 'scenografico', ma anche più dispendioso in termini di fuel. L'interno delMozambico è assolutamente privo di interesse: zone pressoché desertiche con grossi laghi che non riescono però a mutare il clima quasi sahariano della zona. Per quasi un'ora e mezza non incontro niente di niente, tranne qualche strada, ma di paesi neanche l'ombra; anche Villankulos altro non è che uno scalo e nient'altro, almeno in FSX. Comunque alla fine raggiungo nuovamente l'Oceano Indiano e posso permettermi di seguire la costa che, sebbene disegnata con l'accetta, risulta essere più gradevole alla vista: il mare sembra essere uno spettacolo. Tra l'altro non vedevo il mare da Il Cairo, praticamente la parte opposta dell'Africa: caspita! Arrivo alla fine a Beira, meta della mia tappa, e mi ritrovo di fronte ad una città che pare essere ben più grande ed 'occidentale' rispetto alla capitale Maputo; più grande non è, ma è comunque una sorpresa (tra l'altro è una città gemellata con Padova, incredibile vero?) Una volta atterrato mi devo recare al parcheggio e l'ATC mi fa percorrere l'altra pista: di fronte a me la città ed è, per certi versi, sorprendente: vi aspettavate una skyline simile in Mozambico? io no.

19 gennaio 2009

Primo volo e 100.000 accessi!

Un decollo che mi auguro di buon auspicio. Questo è il mio primo volo con il Mooney Bravo da Troyes, un voletto breve breve giusto per prendere confidenza con il mezzo e cercare di capirlo. Ma permettetemi anche di dire e festeggiare i 100.000 accessi al mio blog; non ci avrei mai creduto quando ho iniziato questa piccola 'avventura'. Posso dire di essere stato un po' un pioniere dei blogs dedicati al volo virtuale, ma poche chiacchere e torniamo al Mooney. Appena decollato viro a destra per fare un semplice circuito; torno indietro e lascio lo scalo alla mia destra.Comunico quindi alla torre la mia intenzione di fare un 'touch and go' per testare l'atterraggio e capire come condurre questo velivolo con il quale ho intenzione di percorrere molte miglia. No, non ci siamo, ho virato in ritardo, ho ancora gli automatismi dell'SF-260; questo velivolo è molto meno reattivo e presenta anche una differenza notevolissima: quando viro perdo completamente di vista la pista. Eh già, non ho fatto i calcoli con il fatto che questo velivolo ha il tetto chiuso e non vetrato come l'SF-260 e quindi, perdendo di vista la pista, devo andare alla cieca. Sarà meglio che impari a fare un circuito ben fatto oppure fare atterraggi diretti. Comunque eccomi al 'touch and go' visto dalla torre di controllo. Ripresa quota questa volta viro a sinistra e decido di fare lo stesso circuito, ma lasciando questa volta lo scalo alla mia sinistra. Qui mi scontro con una certa ottusità dell'ATC di FSX che mi chiede ancora se voglio fare un 'touch and go'; ma l'ho appena fatto? Mi ha dato conferma, ho risposto di sì e l'ho fatto, che vuole ora? Non riesco ad uscire da questa specie di loop dell'ATC e decido di ignorarlo. L'ago della velocità in tanto trema in modo alquanto inconsueto: è guasto? Oppure devo attivare il riscaldamento del pitot? Già, ma dov'è? Questo velivolo non ha un'immagine che spieghi il VC e la ritengo una mancanza non da poco. Fatto sta che viro a sinistra per l'atterraggio con arresto completo. Memore di quanto successo prima adotto una nuova tattica: viro un po' e poi mi raddrizzo per vedere dov'è la pista, viro nuovamente ed altra occhiata alla pista ed alla bussola. Lo so, non è proprio un gran metodo, ma sembra funzionare perché alla fine di queste piccole correzioni mi ritrovo ben allineato alla 18. Per oggi basta; il volo non mi ha soddisfatto molto, probabilmente devo smetterla di pensare al Mooney come ad un sostituto dell'SF-260, questo aereo ha tutta un'altra personalità e devo impararla altrimenti non andrò molto lontano nel mio tour. Speriamo che qualche esperto mi dia qualche dritta.

16 gennaio 2009

Viaggetto a Troyes

Giusto l'altro giorno l'amico Luk@ mi faceva notare che ormai nel mio blog la differenza tra 'reale' e 'virtuale' è così labile che si fa fatica a capire. Colpa mia che esagero sempre un po' troppo le cose nel linguaggio: tutto quello che leggete qui riguardo l'aviazione è 'simulato'. Ok, non proprio tutto, alle volte c'è anche qualcosa di vero, ma io non sono un pilota nella realtà e faccio abbastanza schifo anche nel 'virtuale', ma ho un po' troppa fantasia.
Si diceva che ho momentaneamente abbandonato il fido e valoroso SF-260 per iniziare qualcosa di nuovo con un nuovo velivolo: ma quale? Dopo varie ricerche sono capitato in questo sito: Mooney. Ok, il sito è quello del velivolo vero, ma esiste anche la controparte virtuale, è pure uno degli aerei di default di FSX. Preso dal mio solito 'squilibrio mentale' ho cliccato su 'own a Mooney' come se dovessi comprarlo (ma chi li avrà mai tutti quei soldi?) e sono così arrivato alla pagina dove c'è il rappresentante della Mooney per l'Europa occidentale e, quindi, l'Italia. Se voglio quindi un Mooney devo andare in Francia a Troyes; più precisamente al sito della Troyes Aviation. Seguendo sempre la mia immaginazione ho quindi pensato che sarebbe stato carino affrontare il nuovo tour con questo velivolo e ne ho trovato uno 'usato' proprio a Troyes; bisogna andare a ritirarlo. [Nella realtà-virtuale il Mooney che utilizzarò è però quello della Carenado anche se l'ho acquistato presso Aerosoft]. Immaginando di andare a Troyes in Francia in treno - meglio immaginare perché solo fare Bergamo-Milano in treno è un'odissea di oltre un'ora, se tutto va bene, per fare solo 50 km. scarsi - eccomi giungere nella cittadina che scopro essere la patria del famosissimo, lo insegno pure a scuola, Chrétien de Troyes autore del romanzo di Perceval. L'aeroporto si trova a Barberey-Saint-Sulpice dove immediatamente mi faccio portare a vedere il mio nuovo acquisto, virtuale s'intende!

Non è particolarmente attraente così, ma in effetti me l'hanno consegnato completamente rigenerato, quindi tutto bianco, ma a quello rimedieremo presto. Non resisto e mi butto subito all'interno per studiarne l'abitacolo. Il velivolo - detto la Porsche dei cieli - si presenta bene, ricorda l'SF-260 nella struttura di base, ala bassa e monomotore, ed è sufficientemente aggressivo. Con questo velivolo mi appresterò a realizzare il mio nuovo pretenzioso tour. Ora si tratta di sbrigare le pratiche burocratiche, fare un paio di voli d'ambientamento, assicurarci che il mezzo sia OK e poi rientrerò in Italia dove a Bresso c'è un mio carissimo amico, Merida72, che non aspetta altro che ridipingermelo per l'occasione.

06 agosto 2008

Altro volo Taxi

Visto la rilassatezza del volo di ieri, oggi, che è una giornata afosissima nonostante le nuvole e una pioggia che più che bagnare aumenta l'umidità, ho deciso di fare un altro volo Taxi da Albenga ad Asiago. Tutto 'reale', per quanto possibile, quindi data, ora e meteo. Per cambiare un po' ho usato gli scenari fotorealistici di ITALVFR e ho controllato come si comportano.
Dopo un po' che sono partito mi ritrovo nei pressi di Finale Ligure.

Dalle parti di Sestri Levante le nuvole aumentano al punto che guardare giù e riconoscere i luoghi è un po' un problema.

Per fortuna sugli Appennini torna il sereno e si vola in tutta tranquillità.

Lo scenario fotorealistico non si comporta male, ma ha sempre un look un po' sgranato che sembra di volare su una cartolina d'epoca; certo, riconoscere i luoghi è molto facile. Ed ecco la Pianura Padana in tutta la sua... 'piattezza'.

Salgo, salgo sino a raggiungere quasi il Lago d'Iseo e il tempo peggiora; confermo, qui oggi è tutto grigio e c'è afa, ma l'ho già detto. Se va avanti così non ho idea di come farò a continuare.

Per fortuna arrivato sul Lago di Garda il cielo si apre e volare non è più un problema.

Ancora un'ultima fatica ed eccomi sorvolare l'altopiano di Asiago.

Non mi resta che trovare lo scalo: eccolo! Atterrerò senza alcun problema.

04 febbraio 2008

Iniziata la terza tratta

Queste che vedete sono il riassunto delle mie prime due tratte del VFR in Canada, ben 12 tappe!
E non è finita qui, infatti pur cambiando velivolo - ho optato per il Mooney Bravo visto che le tratte sono molto più lunghe e quindi necessitavo di un aereo più veloce - l'avventura e i bei posti non mancano di certo.
Qui mi hanno beccato con le luci di posizione spente, per fortuna poi le ho accese ;-) Certo che alle volte mi sembra di essere una specie di 'Indiana Jones con le ali' alla scoperta di luoghi nascosti e segreti.
Spesso anche le sole nuvole sono uno spettacolo.
Passare tra valli e montagne è un divertimento infantile, ma appagante. E quando si affronta l'ultima virata avendo trovato la valle giusta dove atterrare ci si sente degli eroi! (Buffone! Hai il GPS come puoi sbaglare valle?)
Atterraggio con spavento visto che c'era un altro velivolo in finale sul lato opposto; alla fine il duello l'ho vinto io! :-P
All'atterraggio sono stato accolto da due stormi di volatili che mi danzavano bellamente davanti all'elica; per fortuna in FSX non è previsto il bird strike altrimenti sarei stato in guai seri.

 

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