21 dicembre 2011

NWAT-X Tappa 15: Orcas / Nanaimo

Anche se i miei compari non si sono ancora mossi e visto che nelle vacanze di Natale sarò impegnato con il solito giro dei parenti ho deciso di compiere ancora un balzo in avanti: gli altri mi raggiungeranno poi.

Finalmente in Canada e per restarci; ho deciso di andare a dare un’occhiata alle isole intorno.

Come vedete basta poco e sono nello British Columbia sull’isola Vancouver: volo breve, ma spero interessante.

Il meteo non è ottimale, ma visto che starò in giro meno di mezzora non me ne curo molto: ho fretta di lasciare gli USA per dedicarmi al Canada che si preannuncia interessante e ricco di zone spettacolari. Decollo da Eastsound, ancora in America, e dietro di me ci sono sempre i miei amici ‘retaioli’ pronti ad immortalarmi mentre parto.

Passo sulla baia e capisco da dove deriva il nome di quest’isola: Orcas island, la vedete anche voi?

Già, sotto di me passa un orca con il suo inconfondibile sbuffo; ce ne saranno altre, ma ero talmente impegnato a guardarle che non ho fatto altri scatti. La giornata è uggiosa, ma la luce strana mi permette di apprezzare i dettagli dell’ala del mio velivolo.

La zona è piena zeppa di idroscali per il mio amato Beaver: eccomi sorvolare quello di Bedwell Harbour.

Mi avvicino ad Otter Bay mentre le nuvole si fanno sempre più minacciose.

Purtroppo inizia a piovere, ma sotto di me vedo un ferry-boat e…, ma le vedo solo io le automobili sul ponte?

Questo sì che si chiama dettaglio! Proseguo verso nord-ovest lungo il Salish sea e purtroppo la pioggia si tramuta in nevischio: il paesaggio è particolare, ma molto… canadese?

Raggiungo la città di Ganges sull’isola Salt Spring e vengo accolto dal porto molto ben attrezzato e la solita base di idrovolanti, i veri mezzi di trasporto di questa zona.

Più mi dirigo a nord e più il meteo si incupisce: smette di piovere o nevicare, ma peggiora la visibilità. Devo affidarmi completamente al GPS che però mi conduce dritto dritto allo scalo di arrivo.

La mia meta è Nanaimo dove è nato Raymond Collishaw un asso della Prima Guerra Mondiale, 60 abbattimenti confermati, mandato chissà perché a comandare l’aviazione in Nord Africa durante la Seconda Guerra Mondiale. L’aeroporto canadese ora porta, giustamente, il suo nome.

Nell’immagine sopra vorrei farvi notare i fari nella nebbia delle auto che fanno capire benissimo il tracciato stradale anche questo non è più visibile ad occhio nudo: FSX sa ancora stupire Sorpresa.

15 dicembre 2011

NWAT-X Tappa 14: Anacortes / Orcas

Oggi si torna in un luogo già visto precedentemente, ma devo ammortizzare in qualche modo la spesa dello scenario che, tra l’altro, è molto bello quindi unisco l’utile al dilettevole.

Come vedete se volassi direttamente in linea d’aria da uno scalo all’altro la tappa sarebbe molto breve così ho deciso di fare il giro un po’ largo. A giudicare dai tanti idroscali nei paraggi questo sembrerebbe essere il paradiso di aerei come il Beaver, ma io ho le ruote e quindi devo cercare scali più normali.

Naturalmente i miei compagni di viaggio sono liberi di passare dove vogliono e magari esplorare altri luoghi; la zona qui è molto bella ed ho deciso di sorvolare, almeno per un attimo, il Canada che sarà protagonista di tappe future.

Ma è tempo di partire: lascio Anacortes in una splendida giornata soleggiata anche se parecchio freddina.

Come dicevo la giornata è splendida e serena, ma dalla luce stessa si capisce che fuori deve fare un bel freddo.

Attraverso un po’ di mare ed arrivo nei pressi di Friday Harbor che è poi molto vicino al volo di default di FSX appena installato.

Qualcuno l’avrà notato anche nelle immagini precedenti, ma è evidente che nella notte c’è stata una spruzzatina di neve e lo scenario rende alla perfezione questa cosa.

Come avevo detto prima ho deciso di andare a ‘ficcanasare’ un attimo in Canada ed infatti eccomi a sorvolare la città di Victoria nella Columbia Britannica che prossimamente ci vedrà parecchie volte.

La città è resa splendidamente e non ho nessun problema di esaurimento della memoria ed alla fine ho scoperto il perché.

Il perché è che ho barato senza rendermene conto. Nelle mie mille prove per ottimizzare FSX avevo installato un programmino che mi cambiava il file ‘default.xml’ che si trova nella cartella autogen di FSX; dopo le mie prove decisi che era meglio modificare direttamente a mano il file fsx.cfg così disinstallai il programmino in oggetto e mi dimenticai della cosa. Non mi accorsi però che FSX non era tornato come prima perché nonostante facesse il backup di tutto, la routine di disinstallazione del programma non ripristinò il file precedente e così il mio FSX rimase senza il file ‘default.xml’ nella sua cartella; volavo senza quel file senza accorgermene. Eccomi intanto mentre sorvolo il porto.

Ad un certo punto sono iniziati i problemi di esaurimento della memoria ed io non capivo il perché; il perché era dovuto al fatto che installando la patch dello scenario di Anacortes l’installazione di FTX mi avvertiva della cosa, il file mancante, ed io sono andato a prendermi il file originale (io conservo sempre una copia di backup di FSX appena installato nel caso si perda qualche file o sbagli qualcosa nei miei esperimenti quotidiani) e l’ho copiato nel suo posto originale. Ora, il file default.xml inserisce nell’autogen moltissimi alberi in più e tutta una serie di ‘casette’ stile silos o McDonald che portano il mio FSX ad esaurire la memoria. In FS2004 proprio lo si doveva cancellare quel file lì perché era causa di un memory leak; in FSX no, ma saturava la memoria del mio sistema a 32 bit con la scheda grafica da 1 Gb. A proposito: sto sognando o sotto di me vedo un campo da baseball?

L’altro giorno dopo l’ennesimo blocco per mancanza di memoria ho avuto un lampo di genio ed ho ricostruito tutta la faccenda; ho rinominato il file default.xml in default.ORIGINAL in modo che FSX non lo caricasse e di colpo ho iniziato nuovamente a volare con gli slide dell’autogen tutte e due al massimo Sorpresa. Chiaramente così facendo perdo molti particolari degli alberi e degli edifici, ma se non ve l’avessi detto ve ne sareste accorti?

Intanto viro verso nord-est e comincio a dirigermi verso la meta della mia tappa che è ancora negli USA: la San Juan Island.

Avvisto in lontananza Roche Harbor in una zona bellissima con tantissimo mare e insenature.

Raggiungo la zona di Deer Harbor: questa qua sotto è la foto reale presa da un aereo.

Ed ecco l’immagine in FSX anche se da tutt’altra angolazione.

Vi assicuro che la somiglianza è notevolissima! Intanto in lontananza vedo già l’abitato di Eastsound che è l’arrivo della mia tappa.

Giù i flaps e pronti per l’avvicinamento: visuale splendida e meteo favoloso (notate il campo da golf).

Ora che ho risolto i miei problemi di memoria mi voglio proprio godere questo avvicinamento.

Vicino alla riva i particolari che riesco a scorgere, nonostante abbia l’autogen ‘zoppo’ a causa della mia modifica, sono tanti e a dire il vero preferisco volare così che con 4 alberi e case in più e bloccarmi ogni due minuti.

Sotto di me scorre una strada con tanto di automobili e TIR che scorrono veloci, direi troppo veloci: ma qui nessuno controlla i limiti di velocità?

Vedo la pista e… ma dai… non ci credo… ci sono pure dei ‘retaioli’ che osservano il passaggio degli aerei in transito; i ‘retaioli’ sono quei fanatici che si mettono dietro le reti, appunto, per poter fare immagini a tutto ciò che vola (in Italia sarebbe proibito).

Chissà la faccia che hanno fatto vedendo passare sopra di loro un aerei italiano: Italians do it better! Esco dalla pista e lo scenario aggiuntivo mi accoglie con la sua miriade di particolari assolutamente realistici: sul cartello si può persino leggere cosa c’è scritto!

Mi dirigo al parcheggio mentre c’è gente sullo sfondo che cammina, si saluta, legge il giornale… insomma, l’ambiente è vivo.

Aperto il tettuccio e spento il motore scorgo dietro di me decollare un Cessna (si vede sotto la mia ala).

Bella tappa; sono consapevole di perdere qualcosa in fatto di autogen a causa della mia modifica ‘casuale’, ma io direi che posso tranquillamente andare avanti così.

07 settembre 2011

Di nuovo in volo

Eccomi pronto al resoconto della nuova tappa di trasferimento. Acceso il Beaver di default mi appresto a decollare da Rosario.

Il perché della bandiera canadese in questo territorio statunitense mi è del tutto sconosciuto. Lo scenario è reso benissimo al punto che da un’immagine sul web ho riconosciuto il posto Sorpresa Decollare dopo tantissimo tempo con un idrovolante è veramente un’emozione (ricordo che con il Beaver feci anche un tour storico in valle padana sulla rotta SISA).

Oramai mi sto abituando alla preview DX10 di FSX e devo dire che non è poi così male ed usando FEX per il mare, anche per il colore del cielo, e REX2 per le nuvole ottengo un risultato tutto sommato accettabile. Bellissimo l’effetto bloom di accecamento del sole che purtroppo non rende bene in un’immagine statica.

Qualcosa però si intuisce come il riflesso sul vetro. Grazie al fatto che c’è molto acqua riesco a spingere lo scenario sino a ‘estremamente denso’ e raggiungo così l’isola di Blakely Island.

Dopo il volo mi è venuta la curiosità di cercarla ed ho trovato l’immagine del posto e devo dire che FSX lo rende abbastanza bene.

Il viaggio prosegue e raggiungo Anacortes dove l’elevato settaggio dell’autogen  mi dà qualche fenomeno di sfocatura delle textures, ma direi che è ampiamente accettabile vista l’età del mio PC.

Sottolineo ancora una volta l'effetto fantastico del bloom che riesce a ricreare situazioni molto reali: merito delle DX10 che rende il tutto fluido.

Ancora una volta l’immagine rende poco, ma vi assicuro che l’istinto è quello di coprirsi gli occhi con la mano per non rimanere abbagliati. Questa sarà la tappa dei tanti ponti: infatti le isole sono collegate tra di loro da moltissimi ponti autostradali ben resi dallo scenario Orbx PNW. Qui ne vediamo uno nei pressi del Deception Pass State Park.

La visuale laterale del Beaver non è quella di un F-16, ma per le mie scarse esigenze può bastare. Il viaggio prosegue verso San de Fuca nella Whidbey Island.

Direi che il mio vecchio PC si difende ancora un po’ perché qui lo scenario sembra proprio reale a tratti. Proseguo sino ad arrivare a Port Towsend dove c’è un bel traghetto in attesa di partire.

Il viaggio continua ed eccomi ora nei pressi di Puget Sound.

Volo tranquillo tranquillo tra acqua e terra in una bella giornata soleggiata; ricordo che il meteo è reale. In lontananza si vede l’ennesimo e, questa volta, lunghissimo ponte che collega le varie isole con la terraferma.

Mi dirigo verso Suquamish; il rosso che vedete è che ho beccato proprio il momento in cui la strobo illuminava il velivolo.

Mi ritrovo ben presto a Agate Point sopra l’ennesimo ponte: peccato abbia preso l’unico momento in cui non passavano auto. Triste

Sono così giunto alla fine del mio trasferimento in un posto dal nome difficilissimo per me: Port of Poulsbo Marina Moorage.

So che già che non potrò usare il Beaver per il mio Tour, non ci sono abbastanza scali acquatici lungo il percorso, ma se riesco la prossima tappa di avvicinamento la faccio ancora con questo velivolo dalla livrea buffissima.

Bye! Occhiolino

 

blogger templates 3 columns