13 febbraio 2010

Vigilius World Tour: tappa 67, Nuuk!

Un'altra tappa così presto? Incredibile, vero? Mi si è aperta una finestra di tempo, il piano di volo era già fatto ed allora... via!
Come potete vedere dalla mappa il passaggio ad est l'ho trovato: lunghetto vero? Di certo gli scali qui non abbondano e ce n'erano giusto 3 e quelli ho dovuto usare anche perché in queste lande deserte se rimani senza carburante sei finito. Lascio Iqaluit con un decollo da 'sborone', ma ormai il Mooney non ha più segreti per me (della serie 'come ci si dimentica alla svelta dei rischi che si sono corsi'!) Il meteo è splendido, ma la prima mezzora la passo guardando solo neve ed acqua, altro non c'è. La seconda mezzora è tutta di mare: c'è poco da fare, qui le rotte sono obbligate. In questo clima non esiste praticamente differenza di colore tra l'acqua dolce e quella di mare; mi ricordo invece nelle zone calde che si poteva vedere questa distinzione persino alle foci dei fiumi. Arrivato dall'altra parte del braccio di mare sono a Pangnirtung, nota come la Svizzera dell'artico (non chiedetemi il perché, non lo so). Qui sopra si nota di nuovo molto bene l'errore che aveva tanto indignato l'amico Maury; eppure son sicuro che in FSX di default questo errore non c'è. Penso che FSX necessiti comunque di un rettangolo per mettere la pista e lo scalo, però poi in questa zona 'lavora' anche UTX Canada che corregge gli errori delle coste troppo squadrate (quelli che mi seguono da tempo sanno benissimo quanto schifose possano essere le coste di default di FSX, specie nelle zone dove il sim non ha mercato) e quindi il rettangolo 'sborda' fuori le coste riaggiustate. Non è bello da vedersi, ma capita proprio solo in zone alquanto sperdute del mondo. Passata la 'zona incriminata' c'è una piccola catena montuosa da superare, niente di troppo difficile, ma il sole è forte ed il riflesso su neve e ghiaccio è abbagliante: tenere gli occhi aperti è un'impresa. Proseguo e mi aspetta oltre un'ora di solo mare per fare il balzo in Groenlandia.

Sempre particolarissimo è in queste zone il colore del cielo. Durante la traversata, non priva di folate di vento che scuotono il Mooney come se fosse un fuscello, mi accorgo che il livello del carburante è basso (probabilmente volo contro vento ed il consumo è aumentato) e quindi contatto il prossimo scalo per avvertire della mia necessità. Ma non risponde nessuno; contatto quindi Nuuk, lo scalo di arrivo, e qui mi rispondono che l'altro scalo è privo di personale in quanto funziona solo in caso di necessità. La mia è una necessità ed allora, gentilissimi, rispondono che provvederanno alla mia emergenza. Nel tempo che io faccio la traversata sul mare, avvertono qualcuno del luogo per farmi avere tramite barca delle taniche di carburante per permettermi di arrivare da loro. Gentili! In effetti sono in fase di discesa e scorgo la barca di pescatori che sta lasciando lo scalo. Sono solo le tre del pomeriggio, ma il sole è già bassissimo; atterro a Maniitsoq e la pista completamente ghiacciata mi fa fare quasi una figuraccia: finisco luuuuuuuuuungo, quasi oltre la fine. Scendo pronto a gelare ed invece ci sono solo -4°; la Groenlandia, che pure è coperta per l'84% dai ghiacci, pare molto meno fredda del Canada che ho appena lasciato. Insime ad un inuit del luogo rifornisco il mio Mooney con una pompa a mano: roba d'altri tempi! Quindi decollo subito in un semi-tramonto spettacolare. Seguo quindi verso sud la costa di questa terra che geograficamente fa parte del continente americano, ma politicamente fa parte del regno di Danimarca anche se gode di ampia indipendenza su molti punti (ad esempio non fa parte della UE). Neanche mezzora ed avvisto lo scalo di arrivo a Nuuk; sembra tardissimo dalla luce, ma non sono neanche le 16. In fase di atterraggio mi viene in mente di attivare il famoso e famigerato bloom di FSX anche se ho solo le DX9; l'effetto è notevole, anche se non mi fa impazzire, e visto che qui non c'è praticamente autogen anche gli FPS lo sopportano benissimo. Come mi aspettavo però dopo un po', praticamente a 10 metri dalla pista, lo schermo diventa tutto bianco: un bug conosciuto dei drivers Nvidia con il bloom attivo; metto in pausa un attimo, lo disattivo ed atterro senza problemi: stavolta il ghiaccio non mi frega. A terra mi attende una sorpresa: devo fare la fila al distributore!

12 febbraio 2010

Vigilius World Tour: tappa 66, Iqaluit!

Sembra incredibile, ma è passato un anno esatto da quando è partito il mio tour; ed io che pensavo di finirlo in 6 mesi... A Febbraio dell'anno scorso avevo già fatto 5 tappe e con l'estate e le vacanze ero convinto di fare alla svelta: illuso!!!!! Gli inghippi sono sempre in agguato ed anche questa volta ho dovuto affrontare la dura realtà: la scarsa autonomia del Mooney. La tappa odierna, come potete vedere qui sotto, poteva starci benissimo nella cartina riassuntiva del post precedente, ma ero deciso a raggiungere la Groenlandia con un unico grande salto sul mare; impossibile, troppo lontana. Ecco dunque che ho dovuto procedere ad un lavoro di avvicinamento aggirando il problema della distanza avvicinandomi da ovest per poi trovare un passaggio praticabile verso est.A questo punto ho quasi il timore di sforare il numero di tappe previsto che è quello di 80; ma confido nelle dimensioni dell'Europa che è molto più piccola dei continenti che ho attraversato. Tra l'altro avete sentito le notizie di quella specie di 'tempesta del secolo' che c'è stata nel nord-est dell'America? Sono passato da quei luoghi in parte sotto delle nevicate, ma il peggio stava giusto arrivando: roba da oltre un metro di neve a Baltimora, Washington, New York, Philadelphia, ecc. Comunque anche la mia partenza da St. Anthony in Canada è segnata da un'abbondante nevicata.Stavolta parto presto per non avere problemi di visibilità all'arrivo e l'aeroporto scompare quasi subito alle mie spalle. Passato sopra le nuvole però c'è il sereno e per quasi mezzora non vedo altro che nuvole.

Poi il meteo migliora e sotto di me si dispiega un paesaggio simile alla tundra; notare anche i colori del cielo. Questa era una tappa in cui pensavo me la sarei cavata con 5-6 immagini: tanto più che neve e ghiaccio cosa troverò? Invece ne ho fatte molte di più; anche così a nord ed in zone così brulle ho trovato qualcosa da fotografare. Eccomi nella famosissima Goose Bay dove c'è un'importantissima base NATO per l'addestramento, tra l'altro, dei voli a bassissima quota; me ne hanno parlato anche i piloti di Tornado italiani nella mia annuale visita a Ghedi, la ricordano come un posto sperduto nel nulla dove non c'è nulla da fare se non volare. Purtroppo arrivo in un momento in cui non c'è nessuna attività di volo e quindi non vedo nessun caccia militare: peccato. Si vede anche la piccola città di Happy Valley, che nome del cavolo, che ospita la base. Ora mi aspetta una tratta lunghissima di... nulla! Tanta neve, qualche fiordo e la neve che riprende a scendere copiosa. Per fortuna però non nevica sempre, ma solo ad intermittenza; la neve e il ghiaccio sono letteralmente 'bucati' dalla presenza di un numero impressionate di laghi e laghetti. Il meteo migliora ancora e guardandomi in giro scopro che vedere il suolo è praticamente impossibile: o c'è acqua o c'è neve. Quasi due ore con questo paesaggio 'lunare' ed abbagliante; meglio del Sahara, mi ricordo l'attraversamento del Sudan come un incubo di noia, la neve mi stanca meno. Il carburante scarseggia, ma era previsto e mi fermo allo scalo di Georges River nel Quebec; da notare sulla sinistra il villaggio di... ma dai, non può essere, che razza di nome è? Eppure esiste il paese di Kangiqsualujjuaq: ora vi sfido a pronunciarlo! La vera sfida però è un'altra: il freddo!!!! Temperatura percepita al suolo -25°, capperi!!!! Mi fermo il minimo indispensabile e riparto in una giornata che è diventata splendida. Balzo lunghissimo su un mare tanto bello quanto gelido: pare immobile per il freddo! Ho perso persino il senso del tempo, fatto sta che dopo un bel po' arrivo a rivedere la terra dall'altra parte di questo braccio di mare. Terra? Più che altro neve e ghiaccio. Arrivo così ad avvistare la meta della mia tappa: lo scalo di Iqaluit. Già da qua mi accorgo che c'è qualcosa che non va in FSX, ma prima di scoprirlo del tutto dò un'occhiata al paese di Iqaluit, nome che vuol dire 'là dove ci sono i pesci', sulla mia destra. Questo paese si trova sull'isola di Baffin ed è il capoluogo della regione di Nunavut ed è la patria del popolo degli Inuit. Qui però UTX Canada commette qualche piccola imprecisione e mal si associa a FSX: passi pure la barchetta stile peschereccio del Mediterraneo, ma quel muro d'acqua sul mare è un vero e proprio bug. Mi piacerebbe sapere però quanti in FSX volano da queste parti... comunque lo scalo è bello pieno di aerei di linea. Scendo dal Mooney e... -20°!!!!!!!!!!!!! Sarà meglio che vada a cercarmi un luogo al coperto dove studiare le prossime mosse (ammesso che riesca ancora a muovermi a queste temperature).

28 ottobre 2008

Canadian Hornet

Della bellezza dell'Hornet contenuto nell'AP di FSX già si sapeva, ma ogni tanto escono delle livree veramente carine che ti fanno venir voglia di rispolverare il velivolo. Qua sopra non si vede bene che è una livrea commemorativa, ma appena si ruota il punto di vista...
... bello vero? Le foglie d'acero della bandiera canadese fanno sempre la loro splendida figura! Ed ora una bella virata per andare nelle zone più sconosciute e selvagge del continente nord-americano.

08 aprile 2008

Arrivato anche a Banff

No, non ero ubriaco, la HW93 - la Icefield Parkway - che attraversa il Jasper National Park, era anche facile da seguire, ma all'interno del Parco Nazionale non si trovano scali aerei e così ho dovuto usare questo sistema un po' 'da ubriaco' per poter sorvolare la zona cercando poi all'esterno del parco dove appoggiare le ruote.
Partenza al mattino di buon ora per godere della luce in alta quota, ma dei giochi d'ombra all'interno delle valli ancora al buio.
Le montagne, per me, in FSX danno sempre spettacolo.
Alla fine vedere Banff dietro un versante roccioso è stato uno spettacolo mozzafiato.
Ma prima di atterrare, vedete la pista dietro il velivolo, ho deciso di andare a vedere quel lago sullo sfondo... ... sorvolando l'abitato.
Arrivato sul lago non mi resta che trovare nuovamente lo scalo per atterrare.
Eccolo!
Una bella tratta senza alcun dubbio.

05 aprile 2008

Dal reale al virtuale

E dopo l'abbuffata di aviazione 'reale' fatta di Tornado, ecco che si ritorna nel 'virtuale' con il tour canadese che mi riporta nel Jasper National Park.

All'inizio è tutto facile: basta seguire una strada trafficata, poi si torna in mezzo alla natura con uno strato di nubi in basso che rendono lo scenario vagamente 'magico'.

Il Cessnino fa una bella fatica a superare queste altitudini così, spesso, preferisco girare intorno ai rilievi montuosi... ...lasciandomi così sovrastare dalla roccia.

I cieli sgombri e l'imminente tramonto aggiungono 'pathos' alle zone sorvolate; ecco di nuovo la Icefield Parkway, mia fida 'guida' e compagna di rotta.

Eccomi all'abitato di Lake Louise quasi pronto alla virata.
Virata!
Lasciamo alle spalle l'abitato in cerca di uno scalo.

Il sole basso del tramonto trasforma le montagne in uno spettacolo visivo.

Certo, le nostre Dolomiti sono ben altra cosa, ma mi accontento.
Alla fine si arriva ad uno scalo finalmente facile.
Ed un'altra parte del Canada è ormai alle mie spalle.

 

blogger templates 3 columns