07 settembre 2011

Di nuovo in volo

Eccomi pronto al resoconto della nuova tappa di trasferimento. Acceso il Beaver di default mi appresto a decollare da Rosario.

Il perché della bandiera canadese in questo territorio statunitense mi è del tutto sconosciuto. Lo scenario è reso benissimo al punto che da un’immagine sul web ho riconosciuto il posto Sorpresa Decollare dopo tantissimo tempo con un idrovolante è veramente un’emozione (ricordo che con il Beaver feci anche un tour storico in valle padana sulla rotta SISA).

Oramai mi sto abituando alla preview DX10 di FSX e devo dire che non è poi così male ed usando FEX per il mare, anche per il colore del cielo, e REX2 per le nuvole ottengo un risultato tutto sommato accettabile. Bellissimo l’effetto bloom di accecamento del sole che purtroppo non rende bene in un’immagine statica.

Qualcosa però si intuisce come il riflesso sul vetro. Grazie al fatto che c’è molto acqua riesco a spingere lo scenario sino a ‘estremamente denso’ e raggiungo così l’isola di Blakely Island.

Dopo il volo mi è venuta la curiosità di cercarla ed ho trovato l’immagine del posto e devo dire che FSX lo rende abbastanza bene.

Il viaggio prosegue e raggiungo Anacortes dove l’elevato settaggio dell’autogen  mi dà qualche fenomeno di sfocatura delle textures, ma direi che è ampiamente accettabile vista l’età del mio PC.

Sottolineo ancora una volta l'effetto fantastico del bloom che riesce a ricreare situazioni molto reali: merito delle DX10 che rende il tutto fluido.

Ancora una volta l’immagine rende poco, ma vi assicuro che l’istinto è quello di coprirsi gli occhi con la mano per non rimanere abbagliati. Questa sarà la tappa dei tanti ponti: infatti le isole sono collegate tra di loro da moltissimi ponti autostradali ben resi dallo scenario Orbx PNW. Qui ne vediamo uno nei pressi del Deception Pass State Park.

La visuale laterale del Beaver non è quella di un F-16, ma per le mie scarse esigenze può bastare. Il viaggio prosegue verso San de Fuca nella Whidbey Island.

Direi che il mio vecchio PC si difende ancora un po’ perché qui lo scenario sembra proprio reale a tratti. Proseguo sino ad arrivare a Port Towsend dove c’è un bel traghetto in attesa di partire.

Il viaggio continua ed eccomi ora nei pressi di Puget Sound.

Volo tranquillo tranquillo tra acqua e terra in una bella giornata soleggiata; ricordo che il meteo è reale. In lontananza si vede l’ennesimo e, questa volta, lunghissimo ponte che collega le varie isole con la terraferma.

Mi dirigo verso Suquamish; il rosso che vedete è che ho beccato proprio il momento in cui la strobo illuminava il velivolo.

Mi ritrovo ben presto a Agate Point sopra l’ennesimo ponte: peccato abbia preso l’unico momento in cui non passavano auto. Triste

Sono così giunto alla fine del mio trasferimento in un posto dal nome difficilissimo per me: Port of Poulsbo Marina Moorage.

So che già che non potrò usare il Beaver per il mio Tour, non ci sono abbastanza scali acquatici lungo il percorso, ma se riesco la prossima tappa di avvicinamento la faccio ancora con questo velivolo dalla livrea buffissima.

Bye! Occhiolino

01 agosto 2008

S.I.S.A.: Venezia - Trieste

Sono così giunto alla fine con l'ultima tratta che mi riporterà a Trieste, dove ero partito tempo fà. Ecco a voi le mappe e il volo di questo ultimo breve tragitto. Finalmente un volo di tutto riposo a 1500 piedi senza nessun tipo di problema; bisogna solo godersi il panorama. Sopra vedete la mia partenza dall'isola di S. Nicolò. Questa tratta correva il rischio di essere assolutamente uguale alla prima così ad un certo punto ho fatto una deviazione: mi sono 'gettato' in mezzo all'Adriatico ed ho raggiunto la costa slovena a Portorose, toccando così anche quel punto realmente raggiunto dagli idrovolanti, nei lontani anni '20-'30, quando fu aggiunto un pezzo di volo dopo Trieste. Appena decollato inverto la rotta e raggiungo quasi immediatamente Punta Sabbioni.
Si tratta ora di costeggiare il litorale veneto e le sue spiagge dorate in una giornata dal meteo bellissimo; come vi avevo promesso, ecco un volo di puro piacere. Si tratta di Raggiungere Porto Falconera, facilmente riconoscibile dalla foce del fiume Lemene con la laguna di Caorle.
Vi state domandando del perché dei flaps? Semplice, per fare l'immagine ho dovuto rallentare molto e data l'umidità dell'aria, il peso specifico della camicia del pilota, più la composizione atomica del rivestimento del velivolo, fratto la temperatura astrale dell'intersezione della via Lattea con il big Bang... Ok: ME LI SONO DIMENTICATI ESTESI!!!!!!!!!!!!!!!! Contenti? A voi non capita mai? Sempre meglio che dimenticarsi il carrello retratto prima dell'atterraggio.
Ed eccomi, qui sopra, a Bibione dove virerò per fare il grande salto verso la costa slovena. Ed infatti sotto di me scorre il Mare Adriatico in tutta la sua 'italica' bellezza.
Dopo poco meno di una decina di minuti la costa italiana è già lontana all'orizzonte.
Arrivato nei pressi della costa slovena trovo una marea di bugs nelle coste: moltissime linee di doppie coste, eppure ho installato solo UTX Europe! Sarà qualcosa che capita solo a me? Avrò mancato qualche patch? Resta il fatto che così è proprio nei pressi di Portorose dove effettuo la virata che mi riporterà in Italia.
Rientrato in Italia tutto è OK, niente doppie coste, e sullo sfondo già vedo apparire Trieste, la meta finale.
Sorvolo un attimo la città, non è proprio resa benissimo anche se non la conosco, e cerco il luogo dove atterrare certo che sarò accolto dalle autorità, giornalisti, media, curiosi, insomma... ho rifatto una rotta storica e un bel giro nell'Italia del Nord, meriterò un premio?
Invece non c'è nessuno! Chiaramente un bug di FSX. Dura la vita dei navigatori solitari: non mi resta che parcheggiare il Beaver e godermi il meritato riposo.
E così anche questa è fatta; dopo il tour in FS2004 che mi ha portato da Bolzano a Capo Nord con l'SF-260, ora ho concluso il tour storico SISA con il Beaver. Che fare adesso? Beh, tanto per cominciare poteri concludere il VFR Tour in Canada; sono fermo dopo 36 tappe e ne ho prevista una sessantina in totale. Con la brutta stagione, tra un test e l'altro, tornerò in quel del British Columbia, non temete.

19 luglio 2008

S.I.S.A.: Como - Venezia 2

Anche stavolta non sarò breve e ci saranno anche dei richiami storici quindi... siete avvertiti! Però come promesso ecco le mappe e il volo. Come vedete sopra eravamo rimasti a Sirmione dove avevo fatto tappa; ripartito di lì mi dirigo verso Lazise, dove c'è Gardaland, che non si vede, ed anche, per me più interessante, "Villa dei cedri" un parco termale veramente interessante, ma non si vede neppure quello (ci mancherebbe).
Effettuata la virata mi dirigo verso nord per risalire il Lago di Garda; nell'immagine sotto sullo sfondo si vede Salò, dove ero passato, ora sono dall'altra parte del lago.
Il Garda è bello lungo e nel mio risalire mi riporto nuovamente verso la sponda occidentale del lago.
Arrivo così al lago di Ledro incastrato tra le montagne.
Viro quindi a destra ed in un attimo arrivo alla fine del lago presso Riva del Garda.
Pieghiamo quindi verso sinistra ed andiamo ancora verso nord lascianado la città di Rovereto, patria del filosofo Rosmini, sulla nostra destra; il meteo si sta facendo un po' nuvoloso e volare a vista comincia ad essere più difficile.
Tra uno scroscio di pioggia e l'altro, volando in mezzo alle montagne ricoperte di nuvole, arriviamo sino al lago di Caldonazzo.
La pioggia è sempre intermittente e dopo aver piegato verso sud-est arriviamo sull'altipiano di Asiago, mirabilmente descritto da Emilio Lussu nel suo libro, che sto proprio ora leggendo, "Un anno sull'Altopiano".
Ora mi aspetta una lunga tratta tra le montagne che furono protagoniste della Prima Guerra Mondiale e della strenua difesa degli alpini italiani quando gli austriaci mandarono, nel 1916, la famosa "Strafexpedition", spedizione punitiva, comandata dal generale Conrad. Tra queste montagne non poteva mancare il famoso Monte Grappa (dove c'è anche un famoso Sacrario per i caduti), che vedete qui sotto sullo sfondo, non il costone che sto sorvolando, si trova appena sopra l'ala sinistra del Beaver per chi guarda (la destra per chi pilota).
Ecco che arriva la digressione storica, se non vi interessa saltatela: su quel monte c'era mio nonno materno: alpino artigliere. Mio nonno materno era della classe del '99, quella famosa che andò in guerra a 17 anni! Frequentava l'Esperia a Bergamo (quindi uno dei pochi fortunati che poteva già studiare) e ricevette la chiamata; lo dico sempre in classe ai miei studenti viziati la cui unica preoccupazione è avere il cellulare carico. La scuola fu praticamente chiusa per mancanza di studenti. Mio nonno, alla loro età, andò in guerra; alcuni non ci credono, pensano che esageri, ma poi vedono la mia faccia e stanno almeno zitti. Mio nonno, che diventò poi addirittura direttore di uno stabilimento dopo essere tornato dalla guerra ed aver concluso gli studi, era su quella montagna a portare a spalla i mortai, ma non mi raccontò mai nulla, morì che io non avevo 5 anni e nemmeno mia nonna materna disse mai nulla. La guerra forse non si può raccontare a chi non l'ha fatta. Mia nonna materna però era di origine austriaca, eh già! Mio nonno dopo aver fatto guerra agli austriaci sposò mia nonna la cui madre, la nonna Enrichetta (che io non conobbi mai), si chiamava Turika von Thaler: più austro-ungarica di così! Quindi il mio trisnonno, Paulus von Thaler, era un austro-ungarico, anzi era l'ambasciatore austro-ungarico a Milano ed abitava nel Castello Sforzesco. Quando scoppiò la guerra che fece? Passò dalla parte degli italiani, davvero. Da qualche parte devo avere la sua foto con l'alta uniforme e il famoso elmetto con lo spuntone in cima.
Ma continuiamo ora il volo con le montagne a destra ed a sinistra la piana che porta a Belluno con il fiume Piave (anche quello ricco di reminiscenze storiche visto che segnava il confine tra l'Austria e l'Italia.
Ma starò un po' più a sud di Belluno per incontrare il lago S. Croce.
Viro quindi decisamente a destra ed avvisto quasi subito Vittorio Veneto.
Anche Vittorio Veneto è un luogo della Grande Guerra: il 24 ottobre si svolse l'ultima decisiva battaglia che, il 3 novembre 1918 a Villa Giusti, portò, gli austriaci a firmare la resa ed infatti il 4 novembre si festeggia la fine della Prima Guerra Mondiale. Dovrei dire si festeggiava perché mentre io ai tempi (non della guerra) stavo a casa da scuola, oggi passa sotto silenzio. Noi italiani siamo curiosi: abbiamo vinto una guerra con molti sacrifici e la dimentichiamo, festeggiamo però tra mille polemiche il 25 aprile quando 'altri' ci hanno liberato. Boh! State attenti a quella data: 24 ottobre! Il 24 ottobre 1917, quindi un anno esatto prima della battaglia risolutiva, vi fu la disfatta di Caporetto. L'ennesimo miracolo italiano in cui c'era mio nonno paterno. Lui era più vecchio, classe 1897, visse più a lungo; morì che io avevo 23 anni e quindi potei fargli delle domande sulla Grande Guerra. Mi aspettavo racconti eroici gonfiati dal passare del tempo... Nulla di nulla, non voleva mai parlarne. L'unica cosa che mi disse fu che durante la disfatta di Caporetto, passato il Piave corse ininterrottamente sino a Carpi; sì, avete letto bene. Anche lui la guerra non voleva raccontarla. Mio nonno paterno non conobbe mai suo padre perché morì prima che lui nascesse di 'polmonite fulminante' all'età di 28 anni; sua madre faceva di cognome Ratti ed era imparentata con un docente universitario di Bologna il quale, a sua volta, collaborò alle illustrazioni della "Storia della colonna infame" di Manzoni. Infatti la mia famiglia possiede una copia dei Promessi Sposi della prima edizione definitiva, purtroppo non autografata. Lo so, sembra di parlare di tantissimo tempo fa, eppure dalla Grande Guerra non sono passati neppure 100 anni. La gente dovrebbe guardare di più al proprio passato scoprirebbe cose interessanti come, ad esempio, che mia bisnonna vide Garibaldi sfilare a Milano. Ok, non ve ne frega nulla; torno al volo.
Siamo così giunti ad Istrana; sulla sinistra si intravede lo scalo di Treviso S. Angelo (credo).
Ora dobbiamo effettuare l'ultima virata a sinistra e vedere Venezia. Mentre viro sulla mia destra scorgo in lontananza i Colli Euganei presso Padova di foscoliana memoria.
Questa lunghissima tappa è oramai giunta quasi alla fine, già si scorge la città di Venezia.
Sorvolare il Canal Grande è forse ancor meglio che percorrerlo.
Siccome all'andata ero ammarato proprio nei pressi di Piazza San Marco, questa volta ho deciso di ammarare nei pressi dell'isola di San Nicolò dove, tra l'altro, c'è uno scalo per piccoli aerei da turismo.
Da notare la somiglianza del pilota con me: ha la barba e indossa una delle mie famose camicie a quadrettoni stile 'taglialegna' che mia moglie tenta sempre di far fuori. Ora devo raggiungere Trieste ed il tour è finito.

16 luglio 2008

S.I.S.A.: Como - Venezia 1

Cominciamo con il dire che non sarà un post breve ;-)
Ho ripreso il tour SISA e sto effettuando il ritorno passando per i grandi laghi del Nord; non ricordate? Vergogna! Comunque qua c'è sempre il documento riassuntivo. La seconda tappa sulla via del ritorno che mi riporterà a Trieste è parecchio lunga - esattamente come la seconda dell'andata - ed è quindi prevista una sosta a metà strada. All'andata mi ero fermato a Mantova - a mangiare tortelli con la zucca :-) - al ritorno mi fermerò a Sirmione; che si mangia lì? Tappa lunghissima che non esito a definire un CAPOLAVORO! (la modestia è il mio forte) Non solo laghi di tutti i tipi, ma ben 28, sì ventotto, punti di riporto; uno sproposito che mi è costato un bel po' di tempo in fase di pianificazione. Ma alla fine... che soddisfazione! Le mappe e i voli, come sempre, alla prossima puntata, oggi si arriva a Sirmione. Partenza da Como, eravamo lì se siete smemorati, e subito si va in cerca di piccoli laghi; il primo è il lago di Montorfano.

Appena poco più avanti c'è il lago di Alserno.

Altro piccolo balzo in avanti ed arriviamo al lago di Pusiano.

Ora mi avvicino a zone che conosco bene: il lago di Annone. Devo dire che è riprodotto abbastanza bene con la caratteristica lingua di terra in mezzo; sullo sfondo vedo persino il paese di Civate e la località 'Pozzo' (frazione di 30-40 anime) dove mio padre ha una casupola. Anche la superstrada è riprodotta fedelmente con lo svincolo e i cavalcavia; UTX qui non delude.

Lasciamo sulla sinistra il Monte Barro ed arriviamo al lago di Garlate.

Arrivati lì, viratona a destra ed ecco Lecco! (pure in rima) I ponti ci sono tutti ed al posto giusto; mio padre è di Lecco e mia sorella abita lì quindi la zona un po' la conosco.

Percorriamo allora il ramo lecchese del Lago di Como ed in fondo vediamo comparire la punta con Bellagio.

Vedo molte imbarcazioni da diporto, proprio come in una bella giornata estiva. Passata Bellagio alle mie spalle si vedono benissimo i due rami del Lago di Como.

Non mi resta che raggiungere l'estremità a nord del lago: Colico.

Avete visto sulla destra la Valtellina? Ho pensato molto se percorrerla o no, alla fine ho deciso di virare verso l'interno per andare a sorvolare zone a me più conosciute come le Alpi e prealpi orobiche. Salutiamo quindi la Valtellina alla nostra sinistra. Dopo una ventina di minuti si arriva in terra bergamasca in quel di Piazza Brembana (quello slargo vicino al fiume).
Siamo così giunti nelle Orobie.
Un altro po' ed eccoci in cima alla val Seriana in quel di Clusone, famosa per un dipinto nella sua Chiesa: la "danza macabra" (c'è su molti libri anche di storia).
Da Clusone si ha già la vista del lago d'Iseo, ma prima di arrivarci piego a destra e dopo poco sono sul Lago di Endine (molto famoso su questo blog ancorché perché totalmente assente in FS2004). Qui sotto sto quasi sorvolando Ranzanico, il paese di mia moglie; vedo anche la casa della suocera dove almeno una volta al mese vado a mangiare la domenica (addio dieta!)
Continuando e lasciando Casazza sulla destra sorvolo i Colli di S.Fermo.
Scollinati arriviamo a Sarnico dove c'è il ponte proprio dove finisce il lago ed esce il fiume Oglio. Sarnico è Bergamo, passato il ponte siete a Paratico, provincia di Brescia.
Risaliamo così il lago d'Iseo per giungere a Monte Isola, la più grossa isola europea all'interno di un lago (posto tra l'altro molto bello da visitare).
Volando sempre verso Nord vediamo in fondo la città di Lovere, la punta opposta a Sarnico sul lago.
Arrivati qui, viriamo a destra lasciando il fiume Oglio in entrata e la splendida vista della Val Camonica.
Sorvoliamo adesso le prealpi bresciane in cerca di altri laghi; il meteo, che ricordo essere reale, rimane splendido.
Ed eccoci così arrivare al Lago d'Idro (che scoperta! I laghi sono fatti di 'idro', acqua!)
Già si vede il Garda che sorvolo il lago di Valvest dalla forma a dir poco curiosa; dovrò andare a vederlo.
Ed eccoci finalmente arrivati al Lago di Garda; avvistiamo la cittadina di Salò, famosa per motivi storici.
Non ci resta ora che dirigerci verso quella lingua di terra dove c'è Sirmione, la città resa famosa anche dal poeta latino Catullo.
Nei pressi di Sirmione ho portato il mio fido Beaver a parcheggiarsi da qualche parte per un po' di riposo. Prossimamente la fine di questa lunghissima tappa e troverò il modo di ricordare anche i miei nonni.

 

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