10 dicembre 2008

Route 66: tappa 10

Tappone lunghissimo di un'ora e mezza in cui si attraversa praticamente tutto il Nuovo Messico; giornata bellissima. Mi lascio la città di Las Vegas alle spalle - no, non quella famosa del Nevada - e FSX mi regala uno di quei rari momenti di 'realismo quasi assoluto' che decido di immortalarlo per voi. Il paesaggio è insolitamente verde e 'mosso': finalmente ci si può guardare intorno con soddisfazione.
Attraverso quindi luoghi dal nome sicuramente evocativo come quello che si vede sotto: l'Apache canyon, chissà quanti ce ne saranno negli USA!Alla mia destra mi seguono dei monti abbastanza alti con in cima... no, non credo sia neve, ma non si sa mai.Arrivo così alla famosa città di Santa Fé dove tento uno scatto panoramico alquanto spettacolare; naturalmente per poterlo apprezzare bisogna cliccarci sopra per vederlo un po' più grande. Dopo Santa Fè inizia un desolante deserto dove l'unica cosa viva è proprio la strada con qualche raro paesello ogni tanto.
Almeno mezz'ora di nulla, pensate farlo in auto che noia, sino ad arrivare ad una cittadina immensa: Albuquerque. Se confronto la foto satellitare con quella che ho visto in FSX devo dire che FSX si difende alla grande. Resta da capire come nel deserto ci siano tali formazioni nuvolose, ma non dimentichiamoci che volo con la data attuale e quindi è Dicembre anche nel deserto! Così come ho preso una leggera pioggerellina a Saqqara in Egitto in pieno deserto ad ottobre, possono starci i nuvoloni qua. Ma leggendo sulla wikipedia di Albuquerque vengo a scoprire una cosa incredibile: "Quando Bill Gates e Paul Allen si misero in testa di scrivere un sistema operativo BASIC per Altair 8800 risiedevano al Sundowner Motel, al numero 6101 di Central Avenue. L'edificio è stato successivamente trasformato in un centro di riabilitazione per veterani. Il successo dell'operazione li portò a fondare Microsoft ad Albuquerque nel 1975. Il primo indirizzo ufficiale di Microsoft è stato One Park Central Tower all'angolo nordorientale delle avenue San Mateo e Central, dove erano ubicati gli uffici della società". Da non credere!
D'ora in avanti è tutto desertico con poche interruzioni di cittadine sperdute nel nulla.Finisco ancora in mezzo ad un paio di nuvole dove vengo accolto da uno scroscio di pioggia dalla durata record di circa 30 secondi e poi... poi un'altra città abbastanza grossa, Grants, per poi finire...... nel 'quasi nulla' del deserto e cielo limpidissimo a perdita d'occhio (meteo sempre reale!) Arriviamo quasi esausti allo scalo di Gallup che, viste le ottime condizioni meteo, riesco ad avvistare da molto lontano.Sono molto incuriosito dalle nuvole e quindi vado a spiare, sempre nella Wiki, il meteo e le temperature medie di questa zona e scopro così che in dicembre si oscilla tra +8 e -12 gradi. Pensavo al caldo torrido di un deserto, ma mi sbaglio di grosso; la verità è che siamo su un altopiano di quasi 2000 metri sul livello del mare, non male, no? Atterrato mi godo quindi la limpidezza del cielo pronto per la prossima tappa: ormai siamo a pochi passi dall'Arizona.

06 dicembre 2008

Route 66: tappa 9

Nuovo tappa che ci porterà dal Texas allo stato del Nuovo Messico; prima di partire mi guardo intorno e scopro sorprendentemente di non essere solo. Ero abituato a scali deserti invece qui ad Amarillo pullula di traffico; va beh, tanto io sono il terrore degli ATC!Parto, mi metto in rotta in una bella giornata e, visto che devo andare in Nuovo Messico e provengo dal Texas, mi preparo al solito viaggio noioso fatto di paesaggi tutti piatti. Come volevasi dimostrare! Ma... Che vedono le mie pupille? Sono ormai in Nuovo Messico da un po' che ecco spuntare.... una collina?
Scopro poi essere la montagna - gli spagnoli la chiamano mesa, tavola - detta Tucumcari e devo dire che assomiglia veramente all'originale; guardate qui sotto l'immagine da wikipedia.Pure le antenne sono messe al punto giusto; qui FSX mi stupisce veramente in positivo, non credevo fosse possibile tanto realismo. Proseguendo scopro che questo Nuovo Messico è proprio intrigante, si sviluppa su un altopiano ed è pure montagnoso. Molto bene!
Proseguo nella mia tappa e mi viene in mente che il Nuovo Messico è una zona storicamente nota per eventi poco 'pacifici': proprio da queste parti, più a sud di dove sto volando, nel poligono di Alamogordo, in pieno deserto, fu fatta detonare, per conto del Progetto Manhattan, la prima bomba atomica nel famoso Trinity Test; alla lavorazione partecipò anche l'italiano Enrico Fermi. Sarà per questo che i raggi del sole sul mio velivolo mi risvegliano strani ricordi?

Proseguiamo che è meglio; il paesaggio si fa sempre più movimentato ed anche le nuvole sullo sfondo si fanno sempre più minacciose: ma non siamo in una zona semidesertica? Il peggio è che scopro ben presto che la mia meta, Las Vegas - no, non quella nel Nevada - si trova proprio dalle parti di quelle nuvole. Atterrare è un po' più complicato del previsto perché tira un'aria... comunque ormai me la cavo abbastanza bene.
Alla prossima!

05 dicembre 2008

Route 66: tappa 8

A occhio e croce con questa tappa dovrei essere arrivato a metà del mio tragitto; partenza da Elk City dopo aver fatto naturalmente il pieno.
Dopo il decollo in una decina di minuti lascio lo stato dell'Oklahoma ed entro in quello del Texas: qualcuno ha notato la differenza? Io no!
La Route 66, che ora ha un'altra numerazione, continua a dipanarsi tra un paese ed un altro senza grosse variazioni.
Ogni tanto qualche raffica di vento 'assassina' mi butta fuori rotta, ma la strada è sempre nei paraggi, sempre uguale a se stessa. Ma qualcosa dev'essere cambiato perché le nuvole mi sembrano sempre più basse e la terra sempre più vicina: ohibò, che sta capitando?Ho l'altimetro che segna 3500 ft. e sto per 'spanciare'; ma se è tutto piatto? Devo essere finito su un altopiano senza accorgermi di niente, meglio alzarmi di quota!

Gran belle nuvole, ma rischio pioggia nessuno; alla fine arrivo nella città di Amarillo dove sorvolo l'aeroporto su cui atterrare. Devo dire che le casette con i tetti rossi e il terreno così brullo e giallastro mi fanno venire in mente proprio il Texas; naturalmente 'vado' di luoghi comuni perché non ho idea di come veramente sia.

Nella città scorgo anche un solitario grattacielo che, nella mia mente malata, identifico subito con il Santa Fe Building, uno degli edifici più antichi del posto; magari è proprio lui. Percepisco un che di 'caldo' in questa zona; guardando le temperature del posto registrate negli anni precedenti abbiamo dei record veramente particolari. Ad Amarillo si sono avuti - 8° a dicembre, ma anche 27° di massima! Un posto folle, non c'è che dire; sarà meglio che mi prepari all'atterraggio.

Prima di me comunque tocca ad un altro velivolo a cui devo lasciare la precedenza.
Giunto ormai a metà del tour posso anche aspettare quel paio di minuti in più. Ciao!

04 dicembre 2008

Route 66: tappa 7

Ed eccomi di nuovo in volo in una tappa che da Oklahoma City mi porterà verso qualche altro luogo dello stato omonimo della città, stato a me sconosciuto. La città di partenza non solo è grandissima, ma pure strana: ad un certo punto mi ritrovo in mezzo ad un lago e proprio non me l'aspettavo.
Passata questa zona e tornato in aperta campagna ritrovo il solito paesaggio sempre uguale a se stesso.
Il vento è ancora forte, ma continuo e con meno raffiche così pilotare il mio fido SF-260 è meno impegnativo. Per far passare il tempo e non annoiarmi a seguire una striscia grigia in mezzo al niente continuo a fare zig-zag sulla Route 66 passando da un lato all'altro della strada.
Penso proprio che l'America non mi vedrà mai suo ospite; probabilmente il suo fascino sta proprio in questi spazi aperti immensi, ma a me annoia già la Pianura Padana... sono più uomo di montagna e di spazi piccoli e poi l'Italia è uno spettacolo della natura difficilmente superabile.
L'unica nota positiva è che il vento è calato lasciando lo spazio a dei nuvoloni del tutto innocui.
Alla fine arrivo alla meta di questa mia tappa: Elk City, una delle ultime città dello stato dell'Oklahoma. Per me solo un nome e tanta era la distrazione che ho visto lo scalo all'ultimo momento ed ho dovuto fare una bella virata per imboccare sano e salvo la pista.

03 dicembre 2008

Route 66: tappa 6

Ed eccoci alla tappa del diavolo: Route66, tappa 6, cioé 666! Ok, questa è proprio una scemata, ma tant'è... Decollo da Tulsa che, tra l'altro, scopro essere una città veramente molto grande: la 46sima degli USA, la seconda dello stato dell'Oklahoma.Come dicevo la città è molto grossa e la devo attraversare proprio tutta. Questa volta sono partito presto: mica poi tanto, verso le 8.30 del mattino, ma nonostante il meteo reale desse cieli sgombri ho trovato una strana luce soffusa per tutta la tratta. Ma la quasi totale mancanza di nuvole non ha voluto dire per nulla un volo tranquillo: ho dovuto lottare con il vento per tutto il tragitto. Naturalmente un'immagine statica non rende l'idea, ma vi posso assicurare che sembrava di stare in un frullatore tutto il tempo! Il sereno era dovuto a raffiche di vento fortissime e non ho fatto un minuto di volo senza che dovessi correggere la rotta e l'altitudine almeno 5-6 volte, una vera e propria lotta. Un meteo così proprio non me l'aspettavo; comunque dopo circa una quarantina di minuti avvisto da lontano, è limpidissimo, la capitale dello stato: Oklahoma City, divenuta purtroppo famosa a causa di un attentato nel 1995. Un giorno o l'altro capirò a che servono queste antenne altissime che trovo solo negli USA.

Anche questa città è molto ampia e molto 'americana' con i suoi grattacieli e il traffico intenso sulle grandi arterie che la attraversano e che FSX rende bene.

Eseguire la manovra di atterraggio su una città mi mette sempre molta apprensione perché anche se il volo è simulato, non posso non pensare a cosa potrebbe succedere a causa di un mio errore. Forse, più semplicemente, sono consapevole di quante cose possono andare storte mentre si sorvola un centro abitato; comunque sia, eccomi nella virata finale.

01 dicembre 2008

Route 66: tappa 5

Altro tappone americano purtroppo molto meno interessante rispetto al precedente; però sono stato in tre stati degli USA. Partenza da Joplin e subito radente in cerca della Route 66; chissà che staranno pensando quegli automobilisti.Come avevo detto l'ultima volta Joplin si trova ancora in Missouri, ma vicinissima al confine ed infatti basta pochissimo per entrare nello stato del Kansas. Giusto una 'toccata e fuga' di una decina di minuti o poco più: il tempo di passare sopra Baxter Springs, luogo di un massacro durante la guerra civile americana nel 1863, ed eccomi arrivare in Oklahoma.Seguire la Route 66 si rivela più difficile del previsto anche perché è tutto piatto e non esiste nessun punto di riferimento ed appena di distrai e ti guardi intorno... per fortuna basta un'occhiata al GPS.

La rotta non è proprio fedelissima al tracciato della strada perché si passa da un paese anonimo all'altro e ci si trova spesso ad attraversarla. Alla fine mi stanco e decido di seguirla proprio in maniera pedissequa senza dare troppa retta al GPS.
Forse non è stata una grande idea perché per circa 25 minuti questo è quello che vedo ininterrottamente.
Un po' noiosetto vero? Alla fine cambia solo il colore dei campi, ma ben poco altro; perdersi qui è un attimo.
Alla fine preso dalla disperazione mi sono messo a contare le nuvole come se fossero 'pecore'; per fortuna FEX SHD non delude affatto e mi restituisce delle formazioni nuvolose da antologia (proprio oggi è uscito REX, il suo concorrente).
Finalmente vedo lo scalo di Tulsa ed è una liberazione; l'unica difficoltà è capire la pista giusta su cui atterrare visto che l'aeroporto è proprio bello grande. Vorrà dire che per una volta darò retta all'ATC. ;-)

 

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